Per chi non lo sapesse, il mio contratto di locazione ha fatto emergere dei problemi piuttosto seri e la stampa locale stamattina lo sta raccontando.
Questi i link fin’ora: Corriere AdriaticoResto del Carlinol’Altro GiornaleCentroPagina

Voglio dire alcune cose:

1 Di Sana Pianta non è solo un negozio, è un’idea.

Mi sono fidata, ma non sono un’ingenua idealista, i valori che perseguo (di comunione con la natura, di rispetto del corpo, di salute come prevenzione… e anche di lealtà nel commercio) sono sostanza concreta: si manifesta ogni giorno dal lavoro, dalla fatica, dallo studio e anche dal corpo vivente dei miei clienti: cosa c’è di più concreto del corpo?

2 Non sono una terremotata

Cioè, oggettivamente lo sono, ma non mi piace fare la vittima: chi suscita pietà non può fare da esempio a nessuno. Paulo Coelho ha scritto: La cosa peggiore non è cadere, bensì non rialzarsi e giacere nella polvere. Di me preferirei che si dicesse: Alberta è una che si rialza.
La polvere la conosco bene, non mi piace; anche quando le forze sono allo stremo, occorre reagire. Poi, ve l’assicuro, vorrei tanto stare tranquilla e fare semplicemente il mio lavoro, senza tutte queste perturbazioni emotive ed economiche. Conto di riuscirci anche questa volta. Ho buone creme per le occhiaie, conosco una ventina di erbe diverse per dormire la notte e di giorno preferisco sorridere.

3 Io resto qui

In questo periodo in cui i negozi chiudono, io ho aperto: perché ci credo.
Non è un negozio qualsiasi, è un’erboristeria, una “libreria della natura”: un luogo di cultura e di conoscenza. Quindi anche di coscienza civica.
Il negozio resta aperto. Continuo esattamente come se niente fosse. Continuano le iniziative e gli eventi puntualmente come programmato. Mi fido della legge e la legge deve proteggermi.
La legge deve proteggere i cittadini onesti, l’Italia è piena di gente che gioca pulito, che si comporta con lealtà. È l’Italia da difendere, non si possono far pagare i pasticci immobiliari e finanziari alle vittime.
Io sono la cittadina di uno stato democratico, e pretendo, reclamo, invoco giustizia e protezione da questo Stato a cui appartengo. La mia è una storia minuscola, nei gravi drammi del mondo; ma nel mio piccolo voglio che si vada verso un miglioramento e non verso un peggioramento. Quindi anch’io do il mio semplice contributo: non mi arrendo.
Nessuno deve mai arrendersi.

4 Non odio nessuno

Se emergerà che qualcuno si è comportato male, ne risponderà alla legge, ai creditori, se ce l’ha alla propria coscienza, se no al proprio narcisismo mortificato.
Odiare è impegnativo e fa male anche a colui che odia, è fatica sprecata.
L’Italia è piena di piccoli bugiardi, di omertosi, di gente che si incasina da sola credendo di essere furba, che si discredita per poche migliaia di euro, che ti saluta cordialmente poi ti colpisce alle spalle… poi è la vita stessa a punirli, forse anche troppo severamente.
Meglio amare, è una cosa che apre il cuore.

5 Grazie a tutti quelli che mi sostengono

Nessuno si salva da solo. In questa vicenda io non mi sono mai sentita sola, neanche un momento. Grazie, grazie, grazie a tutti quelli che mi stanno aiutando, mi confortano, mi incoraggiano e anche sopportano i miei momenti negativi.
Sento che il mondo è bello perché intorno trovo un sacco di persone meravigliose.
Nessuno è debole quando ha una comunità che lo appoggia.
Grazie a tutti voi sono fortissima.

 

Il 14 durante tutto il giorno inauguriamo la nuova gestione.
Siete tutti i benvenuti!

Potrete chiacchierare, fare domande, esprimere opinioni.
A chi si porta una tazza offriremo una tisana gratis (perchè non ci piaccioni i bicchieri usa e getta)

Vi aspettiamo

 

Avevo una ventina d’anni quando entrai qui la prima volta: il mal di stomaco mi tormentava e prendevo il Maalox.
Dietro al bancone c’era Maurizio, che in pochi minuti mi ha fatto scoprire tre cose che mi hanno cambiato la vita.

La prima è stata semplicemente mollare il Maalox e bere qualche infuso di malva; poche tazze dopo avrei dato definitivamente addio a quel mal di stomaco che mi aveva dissestato la giovinezza.

La seconda: che il primo medico siamo noi stessi; l’erborista non è un medico, è un facilitatore, ti aiuta a ritrovare l’equilibrio perduto. Curarsi con le piante invece che con la chimica non significa soltanto che mandi giù delle molecole diverse: è un cambiamento di mentalità. Ascolti il corpo che si racconta; ad esempio il mio mal di stomaco raccontava che io dovevo mandar giù bocconi amari: psicologici, simbolici… era troppo ingenuo pensare di prenderli alla lettera come se davvero fosse un pasto da digerire.

La terza è quando mi ha detto: “ma tu sei appassionata di piante: puoi raccogliere la malva da sola, come facevano tutti nelle nostre campagne.”. Cioè: l’erborista è un commerciante, ma non ti vende quello che non ti serve, non pensa al business, ha successo se tu recuperi il tuo benessere. Quello che l’erborista vende non è un prodotto: è una competenza, è un’attenzione.
È quasi sempre qualcosa che chiunque può trovare gratis in natura, tu entri in negozio invece che raccoglierle nei prati solo per semplificarti la vita: se non hai le competenze, il tempo, l’abitudine; ma sia chiaro: le erbe sono un regalo della Natura, sono gratuite, sono democratiche: il mestiere dell’erborista è solo quello (modesto ma bellissimo) di accorciare la strada tra il prato e il tuo corpo.

Così trent’anni dopo ci sono io, dietro quel bancone, con questi tre principi.